Safeguarding
La tutela di bambini, ragazzi e di ogni tesserato viene prima del risultato sportivo: qui trovi chi se ne occupa, come segnalare e il regolamento che seguiamo.
Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
Leonardo Burchi
Nominato dal Consiglio Direttivo, vigila sull’applicazione del regolamento e raccoglie le segnalazioni dei tesserati e delle famiglie.
Segnalazioni alla Federazione
Puoi rivolgerti anche direttamente al Safeguarding Officer della FIP.
Il portale federale raccoglie in modo riservato le segnalazioni di abusi, violenze e discriminazioni.
Portale FIPIl documento
Regolamento safeguarding
Adottato dal Consiglio Direttivo della Scuola Basket Ferrara ai sensi del d.lgs. n. 39/2021 e del d.lgs. n. 36/2021, in attuazione del regolamento e delle linee guida della Federazione Italiana Pallacanestro.
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Premessa
La Società Sportiva Dilettantistica Scuola Basket Ferrara (di seguito la Società) adotta il presente Regolamento Safeguarding in attuazione dell’art. 16 del d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021 e dell’art. 33, comma 6, del d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021, che impongono alle società e associazioni sportive affiliate di dotarsi di modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e di codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra forma di discriminazione.
La Società è consapevole che le violenze e gli abusi nello sport possono colpire emotivamente, oltre che fisicamente, gli atleti, con conseguenze anche per la propria affidabilità e reputazione. In tal senso la Scuola Basket Ferrara è ferma nel condannare ogni condotta discriminatoria o che possa integrare molestie o abusi, in qualsiasi forma perpetrati. L’impegno per la prevenzione di tali comportamenti è massimo e si esplica ad ogni livello.
La Società non tollera alcuna tipologia di discriminazione e violenza posta in essere nei confronti dei propri atleti, ripudiando ogni distinzione basata sul genere, sull’etnia, sulla fede religiosa, sull’orientamento sessuale o sulle disabilità.
Il fine ultimo del presente documento è quello di garantire la massima inclusività nello sport, che deve essere praticato in un ambiente sicuro, rispettoso, equo e libero da ogni forma di violenza, specie verso gli atleti, soprattutto se minori e particolarmente vulnerabili. Ai minori che praticano attività sportiva si applica inoltre quanto previsto dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 39, recante attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.
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Finalità
Il presente documento disciplina gli strumenti per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, ovvero per le ragioni di cui al d.lgs. n. 198/2006, sui tesserati, specie se minori d’età, nell’ambito dell’attività sportiva svolta dalla Scuola Basket Ferrara.
La Società riconosce il fondamentale diritto dei tesserati ad essere trattati con rispetto e dignità, nonché ad essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati deve essere considerato quale valore fondamentale e prevalente, anche rispetto al risultato sportivo.
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Obiettivi
La Società, con il presente documento, intende garantire il rispetto dei seguenti obiettivi:
- promozione del diritto ad un trattamento dignitoso ed equo, del diritto alla salute e al benessere psico-fisico, nonché del diritto ad essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza o discriminazione;
- promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, specie se minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, valorizzando le diversità;
- informazione dei tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
- attuazione di adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, conformemente a quanto disposto dalle Linee Guida della Federazione Italiana Pallacanestro e dal Safeguarding Officer della FIP, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
- gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
- informazione dei tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
- partecipazione della Società e dei tesserati alle iniziative organizzate dagli enti di affiliazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate;
- coinvolgimento proattivo di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding.
Il presente documento recepisce le disposizioni di cui al d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021 e al d.lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, le disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI, i Principi Fondamentali approvati dall’Osservatorio permanente del CONI per le politiche di safeguarding, nonché il «Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati» della FIP e le sue Linee Guida.
Con riferimento a quanto sopra, la Società si impegna a:
- assicurare un ambiente, sia in campo che fuori, ispirato a principi di uguaglianza e di tutela della libertà, della dignità e dell’inviolabilità della persona;
- riservare ad ogni tesserato attenzione, impegno, rispetto e dignità, garantendo uguali condizioni senza distinzioni di età, etnia, condizione sociale, opinione politica, convinzione religiosa, genere, orientamento sessuale, disabilità e altro;
- prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni;
- segnalare senza indugio ogni circostanza di interesse agli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria, ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza;
- confrontarsi con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società ove si abbia il sospetto che possano essere poste in essere condotte rilevanti ai sensi del presente documento;
- far svolgere l’attività sportiva nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’allievo, tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
- programmare e gestire l’attività, anche in occasione delle trasferte, individuando soluzioni organizzative e logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati;
- ottenere e conservare, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta degli esercenti la responsabilità genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui gli spazi utilizzati per l’attività sportiva non siano usualmente frequentati;
- prevenire, durante gli allenamenti e durante le partite, tutti i comportamenti e le condotte sopra descritti con azioni di sensibilizzazione e controllo;
- spiegare in modo chiaro ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva che gli apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva possono essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona;
- favorire la rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa applicabile.
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Destinatari
I soggetti tenuti al rispetto del presente documento sono tutti i tesserati della Società, sia maggiorenni che minorenni.
Il presente documento si applica inoltre ai dirigenti, ai tecnici, allo staff, ai collaboratori e, più in generale, a tutti coloro che intrattengono rapporti di lavoro, di volontariato o rapporti di altro titolo con la Scuola Basket Ferrara, nonché ai genitori e agli accompagnatori degli atleti.
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Funzioni e responsabilità
Nell’applicazione delle disposizioni di cui al presente documento vengono in rilievo le seguenti funzioni:
- Consiglio Direttivo: adozione e aggiornamento del Regolamento e nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;
- Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni: vigilanza sulla corretta attuazione del Regolamento e gestione delle situazioni di crisi;
- dirigenti, tecnici e staff: attuazione quotidiana delle misure di prevenzione e collaborazione con il Responsabile.
Tutti i tesserati, gli atleti, gli allenatori e lo staff sono tenuti al rispetto della normativa e sono responsabili per le violazioni del presente documento.
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Fattispecie rilevanti
In ossequio alle Linee Guida federali si prevedono e prendono in considerazione le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione: l’abuso psicologico; l’abuso fisico; la molestia sessuale; l’abuso sessuale; la negligenza; l’incuria; l’abuso di matrice religiosa; il bullismo e il cyberbullismo; i comportamenti discriminatori.
Più precisamente, con tali definizioni devono intendersi nel dettaglio:
- abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
- abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti) che sia in grado, in senso reale o potenziale, di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche, o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere un’attività fisica inappropriata, come somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, al genere, alla struttura e alla capacità fisica, oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
- molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico, che comporti una grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
- abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto o con contatto, considerata non desiderata o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
- negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato il quale, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, presa conoscenza di uno degli eventi, comportamenti, condotte o atti di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;
- incuria: la mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
- abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
- bullismo e cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati, con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato, che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
- comportamenti discriminatori: qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
Costituiscono altresì condotte rilevanti tutti quei comportamenti ulteriori che siano ostativi al raggiungimento delle finalità di cui al punto 2 e degli obiettivi di cui al punto 3.
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Principi attuativi
Oltre al rispetto dei principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione già richiamati nel Codice Etico adottato dalla Società, sono previste politiche per la prevenzione di qualsiasi tipo di abuso, violenza o discriminazione nell’attività sportiva. Più precisamente, la Società si impegna a:
- verificare, all’atto del conferimento dell’incarico e ad ogni rinnovo, il certificato del casellario giudiziale di allenatori, tecnici, collaboratori, personale sanitario e altri soggetti a contatto con gli atleti;
- regolamentare la condotta dei tecnici e di tutto lo staff, anche sanitario, a contatto con gli atleti durante gli allenamenti e le partite, con specifico riferimento alla separazione degli spogliatoi tra tecnici e atleti, allo svolgimento delle visite mediche e alle sedute di allenamento individuale;
- indicare il comportamento corretto da adottare durante le trasferte in Italia e all’estero nei rapporti tra tecnici e staff e atleti (ad esempio sistemazione in albergo, spostamenti della squadra e, in generale, rapporti tra atleti e tecnici al di fuori dell’allenamento e delle singole partite fuori casa);
- prevedere specifiche cautele, tra le quali la richiesta e la conservazione di apposite autorizzazioni, nel caso di atleti minori, sia durante le trasferte sia durante gli allenamenti e le gare, con il consenso dei genitori;
- vietare ad allenatori e staff di svolgere allenamenti singoli o al di fuori dei giorni e degli orari previsti per la squadra;
- organizzare l’allenamento individuale, laddove necessario per la preparazione dell’atleta, per il recupero di allenamenti persi o per il recupero fisico in seguito a malattie o infortuni, con la presenza di almeno due tecnici e, se si tratta di atleti minori, alla presenza di almeno uno dei genitori o con l’autorizzazione scritta degli stessi;
- prevedere che allenatori e staff, sia in allenamento sia in trasferta, utilizzino bagni, spogliatoi, stanze e altri spazi appositamente dedicati e non in condivisione con gli atleti;
- affiancare all’allenatore almeno un altro membro dello staff durante gli spostamenti degli atleti in trasferta, durante gli allenamenti e in tutte le occasioni in cui il tecnico accompagni gli atleti a casa;
- richiedere e conservare le autorizzazioni scritte dei genitori, per i casi di cui al punto precedente, se si tratta di atleti minorenni;
- richiedere a tutti i tesserati, maggiorenni e minorenni, l’impegno al rispetto del Codice Etico, in cui sono riportati i principi fondamentali di non discriminazione e non violenza nell’ambito degli allenamenti, della condivisione di spazi comuni come gli spogliatoi e, in generale, dei rapporti con gli atleti della propria e dell’altra squadra;
- istruire e formare adeguatamente allenatori e staff tecnico sulla necessità di rispettare il Codice Etico e il presente Regolamento;
- istruire e formare atleti, maggiorenni e minorenni, allenatori e staff sul corretto comportamento da tenere in allenamento, che non deve mai sfociare in episodi di violenza e discriminazione;
- prevedere la possibilità di accedere a programmi di supporto psicologico su richiesta degli atleti, maggiorenni o minorenni.
La Società si impegna inoltre a svolgere incontri formativi periodici volti a far conoscere ai propri tesserati i principi fondamentali da rispettare e le politiche di prevenzione adottate, anche in conformità a quanto indicato nei Principi Fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione emanati dall’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di safeguarding.
Gli incontri periodici di cui al paragrafo precedente, almeno annuali, sono rivolti a tesserati, tecnici, dirigenti e famiglie; a fronte della partecipazione agli stessi possono essere forniti attestati di partecipazione.
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Obblighi
Il presente documento è volto al rispetto dei seguenti obblighi:
- tutela dei diritti di cui al punto 3 e attuazione delle finalità di cui al punto 2;
- creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo per tutti i tesserati;
- rimozione degli ostacoli che impediscano l’espressione delle potenzialità degli atleti o la realizzazione di un ambiente sportivo sano, sicuro e inclusivo;
- prevenzione concreta dei rischi di abuso, violenza e discriminazione, considerate le caratteristiche della Società e delle persone tesserate, in particolare se minori;
- rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa applicabile e delle specificità della disciplina sportiva.
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Tutela dei minori
La Società, quando instaura un rapporto di lavoro o di collaborazione – a prescindere dalla forma – con soggetti chiamati a svolgere mansioni comportanti contatti diretti e regolari con minori, è tenuta a richiedere preventivamente copia del certificato del casellario giudiziale ai sensi della normativa vigente.
Considerato che l’attività della Scuola Basket Ferrara si rivolge in larghissima parte a bambini e ragazzi, la tutela dei minori costituisce il criterio con cui vengono organizzati allenamenti, gare, trasferte e ogni altra iniziativa societaria.
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Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
Allo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del d.lgs. n. 36 del 28 febbraio 2021, la Società ha nominato un Responsabile interno contro abusi, violenze e discriminazioni, nella persona di Leonardo Burchi.
La Società garantisce che il soggetto incaricato di tale ruolo abbia la competenza, nonché l’autonomia e l’indipendenza anche rispetto all’organizzazione sociale, necessarie per la funzione. Il Responsabile è nominato tra persone di comprovata moralità e competenza, in possesso dei seguenti requisiti:
- essere regolarmente tesserato FIP;
- non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno, ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiore ad un anno;
- non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o inibizioni sportive definitive complessivamente superiori ad un anno da parte delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti.
La nomina del Responsabile è adeguatamente resa pubblica, mediante affissione presso la sede e pubblicazione su questa pagina del sito della Società, ed è comunicata al Responsabile federale delle politiche di safeguarding (Safeguarding Officer) secondo le procedure previste dalla regolamentazione federale.
Il Responsabile dura in carica tre anni e può essere riconfermato. La nomina può essere revocata prima della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, con provvedimento motivato del Consiglio Direttivo; della revoca e delle motivazioni è data tempestiva comunicazione al Safeguarding Officer della FIP. La Società provvede alla sostituzione con le medesime modalità previste per la nomina.
Il Responsabile è tenuto a:
- vigilare sulla corretta applicazione del «Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati» della FIP presso la Società, nonché sulla corretta applicazione e sull’aggiornamento del presente Regolamento e del Codice Etico;
- adottare le opportune iniziative, anche con carattere d’urgenza (c.d. quick response), per prevenire e contrastare nell’ambito della Società ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, nonché ogni iniziativa di sensibilizzazione che ritenga utile e opportuna;
- segnalare al Safeguarding Officer federale eventuali condotte rilevanti e fornire allo stesso ogni informazione o documentazione richiesta;
- rispettare gli obblighi di riservatezza con riferimento a tutti i soggetti coinvolti;
- formulare al Consiglio Direttivo le proposte di aggiornamento del Regolamento e del Codice Etico, tenendo conto delle caratteristiche del sodalizio;
- valutare annualmente le misure adottate dalla Società, eventualmente sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine di risolvere le criticità riscontrate;
- partecipare all’attività formativa obbligatoria organizzata dalla FIP.
È garantito l’accesso del Responsabile, nonché del Responsabile federale per le politiche di safeguarding, alle informazioni e alle strutture sportive, anche mediante audizioni e ispezioni senza preavviso, favorendo la collaborazione dei tesserati e di tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva.
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Dovere di segnalazione
Chiunque venga a conoscenza di comportamenti rilevanti ai sensi dei precedenti punti 3 e 6, e che coinvolgano tesserati, specie se minorenni, è tenuto a darne immediata comunicazione al Procuratore Federale e/o al Safeguarding Officer della FIP, che funge da tramite.
Chiunque sospetti comportamenti rilevanti ai sensi del presente Regolamento può confrontarsi con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni individuato dalla Società, oppure rivolgersi direttamente al Safeguarding Officer della FIP attraverso il portale federale delle segnalazioni, raggiungibile all’indirizzo fip.safeguarding.openblow.it.
La segnalazione al Responsabile della Società può essere presentata di persona, per posta ordinaria o raccomandata indirizzata alla sede sociale, oppure per posta elettronica. La Società garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante e delle persone coinvolte, la tutela del segnalante da qualsiasi forma di ritorsione e il trattamento dei dati nel rispetto della normativa vigente.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni informa il Consiglio Direttivo della ricezione delle segnalazioni e dell’esito delle valutazioni, avendo cura di mantenere riservata l’identità delle persone coinvolte.
Nel caso di una segnalazione che coinvolga un minore come presunta vittima, i genitori o il tutore legale del minore devono essere informati, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per la sicurezza del minore stesso.
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Diffusione ed attuazione
La Società, anche avvalendosi del supporto del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, si impegna alla pubblicazione e alla capillare diffusione del presente documento e del Codice Etico tra i propri tesserati, i collaboratori e i volontari che, a qualsiasi titolo e ruolo, sono coinvolti nell’attività sportiva.
Il presente documento è pubblicato sul sito internet della Società, è affisso presso la sede ed è portato a conoscenza di tutti i collaboratori, qualunque sia il motivo della collaborazione, al momento in cui si instaura con la Società il rapporto che ne richiederà il rispetto, prevedendo, in caso di inosservanza, adeguate sanzioni disciplinari o contrattuali.
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Norme finali
Il presente documento è aggiornato dal Consiglio Direttivo della Società con cadenza almeno quadriennale e ogni qual volta necessario, al fine di recepire le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI, le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali approvati dall’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di safeguarding ovvero le sue raccomandazioni, nonché le eventuali modifiche e integrazioni delle disposizioni della FIP. Eventuali proposte di modifica al presente documento dovranno essere sottoposte ed approvate dal Consiglio Direttivo.
Per quanto non esplicitamente previsto si rimanda allo Statuto della FIP, a tutta la normativa endo-federale approvata dal Consiglio Federale della Federazione – inclusi il Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati e il Codice Etico federale – nonché al Codice di Comportamento Sportivo approvato dal CONI.
Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio Direttivo, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
Il regolamento safeguarding integra il codice etico della Società, che ogni tesserato accetta con l’iscrizione.
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